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Linizio della costruzione si fa risalire al 1257, a seguito di una richiesta avanzata pochi anni prima dal rettore dello Spedale, Ranieri di Caccianeve, il quale intendeva dotare il Santa Maria della Scala di un oratorio e di un sacerdote, proprio nel momento in cui listituzione stava accelerando la propria espansione. Il complesso si andava infatti suddividendo in "specializzazioni funzionali" e i vari "corpi di fabbrica" venivano quindi destinati alle numerose attività svolte allinterno dello Spedale.
Lintervento strutturale prevedeva linglobamento della "casa delle balie", la creazione di ununica grande navata, rialzata nella zona absidale attraverso unampia scalinata, e linnalzamento delle pareti laterali fino alla quota della merlatura del contiguo Palazzo del Rettore.
Negli ultimi decenni del Seicento, dando corso alle disposizioni testamentarie di Agostino Chigi, già rettore del Santa Maria, venne ricostruito laltare maggiore e realizzati due altari laterali. Il primo vide lintervento di Giuseppe Mazzuoli, scultore senese operante a Roma nellambiente della famiglia Chigi e i secondi vennero invece completati con due tele dei pittori Pietro Locatelli (Assunzione) e Giovanni Maria Morandi (Annunciazione). Gli altri due altari, sempre dello stesso periodo, ospitano una tela di Ciro Ferri raffigurante la Visione di Santa Teresa e un bel Crocifisso del secolo XIV, collocato al posto di una Santa Francesca Romana realizzata dal pittore Antonio Nasini, purtroppo però perduta durante un incendio e sostituita con la tavola suddetta alla metà del secolo scorso.
Con i lasciti del rettore Antonio Ugolini Billò, nel 1730 fu deciso invece di decorare la grande abside della chiesa, commissionando un affresco a Sebastiano Conca, pittore di consolidata fama, particolarmente attivo a Roma. Il dipinto, raffigurante la Probatica Piscina, illustra puntualmente un passo del Vangelo di San Giovanni nel quale gli infermi sostano vicino alla vasca in attesa di una miracolosa guarigione. Laffresco, di grande effetto scenografico, costituisce una delle ultime importanti opere commissionate dal Santa Maria della Scala, alla quale vennero tra laltro tributati unanimi consensi. Degli inizi del Cinquecento (1518) è invece il grande organo (lato destro) caratterizzato da un elegante intagli e da una raffinata e complessa decorazione, opera del celebre Giovanni di maestro Antonio "piffaro". Lautore nella parte meccanica di questa "macchina" realizzò, negli stessi anni, anche lorgano del Palazzo Pubblico e il nucleo originale di quello della chiesa di SantAgostino. Proprio di fronte allorgano è posta la "Cappella della Musica", opera in legno intagliato, tornito e dorato. Questo spazio, riservato ai cantori, realizzato nella prima metà del Seicento, è formato da una piccola abside tripartita da fasce e lesene dorate, da una fitta decorazione vegetale stilizzata e da alcune specchiature ovali con simboli musicali.
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| Spedale di Santa Maria della Scala |