particolare degli affreschi     


Poco prima della scomparsa del rettore Giovanni Buzzichelli, morto nel 1444, al quale si deve tra l’altro la decorazione del Pellegrinaio, venne edificato sul fianco destro della chiesa un novo ambiente – la Sagrestia Vecchia – destinato a accogliere adeguatamente le reliquie, con i relativi reliquiari, acquistate nel 1357 dallo Spedale senese per tremila fiorini d’oro. Esse provenivano dal palazzo imperiale di Bisanzio, furono acquistate con l’intermediazione di mercanti veneziani, ma la stessa imperatrice aveva tristemente riconosciuto l’autenticità delle reliquie comprate dal Santa Maria della Scala. Si tratta di testimonianze di straordinario interesse religioso e storico – artistico. Per secoli sono state infatti oggetto di grande devozione popolare e oggi sono destinate a caratterizzare una delle sezioni più importanti del futuro accesso museale del complesso del Santa Maria della Scala. I reliquiari, lavorati con metalli, pietre preziose e raffinati smalti, dopo essere stati custoditi per circa un secolo in una cappella appositamente ricavata al piano terra del Palazzo del Rettore, furono appunto, grazie al Buzzichelli e alle rinnovate indulgenze attribuite alle reliquie dal pontefice, trasferiti, nella nuova Sagrestia e mostrate ai fedeli soltanto una volta l’anno. Il vasto ambiente, completamente affrescato da Lorenzo Vecchietta (1446-1449), con un ciclo dedicato alle storie del Nuovo e dell’Antico Testamento, è stato decorato con soluzioni iconografiche di grande complessità e suggestione. Sempre per la Sagrestia Vecchia, il Vecchietta aveva dipinto una grande Arliquiera con l’immagine di santi e beati senesi, opera però attualmente in deposito presso la Pinacoteca Nazionale.


Spedale di Santa Maria della Scala